Mastopessi e Mastopessi + Protesi

Mastopessi (Lifting del seno)

Mastopessi + Protesi




mastopessi
Quando il volume delle mammelle è nella norma ma vi è stato un loro abbassamento, per ottenere una correzione dell’inestetismo si deve ricorrere ad un intervento di MASTOPESSI (LIFTING DEL SENO).

Le cause della progressiva discesa (PTOSI) delle mammelle sono varie: nella maggior parte dei casi ciò avviene dopo un forte dimagramento o dopo una o più gravidanze. Per semplificare possiamo dire che la gravità della discesa (ptosi) è data dalla posizione del capezzolo rispetto al solco sottomammario e da quanta mammella è in contatto con la cute del torace. Quello che il chirurgo deve fare è dunque riposizionare più in alto sia il complesso areola-capezzolo che il tessuto ghiandolo-adiposo. Ciò che è stato detto sulle tecniche chirurgiche nelle mastoplastiche riduttive (tecniche verticali e a T invertita) è valido anche per la mastopessi. A ciò dobbiamo aggiungere il notevole numero di tecniche di manipolazione dei tessuti cui il chirurgo può far ricorso al fine di ottenere dei risultati non solo piacevoli nel breve periodo ma anche duraturi nel tempo (creazione di lembi dermo-ghiandolari). Molto spesso è utile riposizionare il tessuto ghiandolare del polo inferiore nel polo superiore creando una vera e propria AUTOPROTESI con i propri tessuti.

Nel caso la paziente presenti anche un deficit di volume (ipoplasia, ipotrofia) è possibile introdurre anche una protesi mammaria. Si esegue in tal caso un intervento di MASTOPESSI + PROTESI.

Il dr. Baldo sottolinea sempre che in presenza di una ptosi mammaria di un certo rilievo, il voler sollevare le mammelle utilizzando solamente delle protesi mammarie, spesso di elevato volume (mastoplastica additiva), è un grave errore sia diagnostico che terapeutico. I tessuti cutanei dopo pochi mesi cederanno sotto il peso delle protesi (come avevano ceduto precedentemente sotto il peso di ghiandole ipertofiche per una gravidanza) creando un grave inestetismo.

È dunque fondamentale, nel caso di una concomitante ptosi ed ipotrofia dei tessuti, spiegare che è necessario non solo posizionare una protesi mammaria (possibilmente di volume non eccessivo) ma anche ridurre l’eccesso cutaneo. Non adottando questa filosofia la recidiva dell’inestetismo sarà quasi sicura. La cicatrice cutanea residua potrà essere localizzata solo a livello periareolare oppure essere verticale o a T invertita .

L’intervento ha una durata di circa 2 ore ed è praticato in regime di day-surgery.

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