mastoplastica riduttiva

Ovvero quando il troppo… è troppo! Delle mammelle di un certo volume e proporzionate sono il sogno di molte donne. Quest’organo infatti ha delle importanti valenze psicologiche (sessualità, fertilità, sensualità) riconosciute sin dai primordi dell’umanità. Purtroppo, talvolta, le loro dimensioni sono così eccessive da dover ricorrere al Chirurgo.

Nei casi più semplici si parla di IPERTROFIA mammaria e in quelli più importanti di GIGANTOMASTIA.

Le cause di questa situazione sono molteplici (molto spesso su base genetica ed ormonale) e la sua comparsa può avvenire anche nella pubertà (ipertrofia verginale). Oltre che creare imbarazzo, con il passare degli anni l’eccessivo peso può comportare delle posture innaturali, dei solchi sulle spalle (lasciati dalle bretelle del reggiseno), delle irritazioni cutanee a livello del solco.

Le attuali tecniche chirurgiche sono calibrate con l’importanze del problema e andranno a rimuovere l’eccesso di tessuto ghiandolare/adiposo e di pelle. Ad esse residuano sempre delle cicatrici che fortunatamente, con il passare dei mesi divengono poco visibili

Ove possibile si adotteranno tecniche “verticali” che oltre alla cicatrice periareolare lasciano una cicatrice verticale; negli altri casi (ipertrofie maggiori, cute di scarsa qualità, ecc.) si dovrà lasciare anche una cicatrice al solco (peraltro la meno visibile) (tecniche a T invertita). L’intervento ha una durata variabile con l’importanza dell’inestetismo (2 -3 ore) e, nei casi selezionati, può essere praticato in regime di DAY SURGERY. Con le tecniche “verticali” inizialmente le mammelle possono avere una forma innaturale, con un polo superore eccessivamente pronunciato ed un polo inferiore appiattito necessitando di 1-2 mesi per un completo ripristino della forma. Con le tecniche a T invertita, invece, la forma è piacevole sin dalle prime settimane. I termini “verticale” o “a T invertita” sono sinonimi solo della sede delle cicatrici sul mantello cutaneo e poco hanno a che fare con ciò che in realtà viene praticato sul tessuto ghiandolare (tipo di peduncolo, tipo di resezione, allestimento di lembi interni, ecc.). Il Dr. Baldo normalmente utilizza le tecniche più aggiornate sempre con il fine ultimo di preservare la sensibilità del complesso areola capezzolo e possibilmente la capacità di allattare.

In casi selezionati è possibile ridurre il volume del seno con la sola lipoaspirazione: condizione fondamentale è la presenza di una pelle molto elastica e l’assenza di una caduta delle mammelle.

In questi casi si può ottenere un discreto risultato in assenza di cicatrici.

 

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