Rinoplastica non chirurgica

La rinoplastica non chirurgica ha lo scopo di migliorare l’aspetto estetico del naso iniettando nel sottocute delle sostanze biologiche (fillers o grasso).

Molto spesso si parla in modo non appropriato di tale metodica che, da taluni, viene propagandata ed offerta come alternativa ad una rinoplastica.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Tale approccio permette dei LIEVI miglioramenti a livello del dorso nasale e della punta non comparabili con quanto ottenibile con un intervento chirurgico. Per esempio, se la paziente presenta un dorso molto pronunciato, una punta troppo voluminosa o difficoltà respiratorie, non otterrà alcun risultato.

Nel caso si utilizzino dei fillers, il Dr, Baldo consiglia vivamente di utilizzare solamente quelli RIASSORBIBILI (es.: acido ialuronico) poiché sostanze permanenti possono, anche a distanza di anni, creare serie complicanze.

È troppo azzardato iniettare sostanze permanenti sul naso, anche ponendole in profondità a contatto con il periostio o le cartilagini. Vi è infatti sempre il pericolo di una loro migrazione e superficializzazione causata dalle ripetute contrazioni muscolari .

Fatte queste indispensabili premesse, si può prendere in considerazione la tecnica del rinofiller.

Occorre quindi selezionare bene i casi ed essere chiari con i pazienti.

L’indicazione principale è data dalla necessità di sollevare piccole aree depresse o nascondere una piccola “gobbetta” del dorso: in tale caso iniettando la sostanza sia a monte che a valle della deformità, questa verrà nascosta. Altra indicazione è la presenza di una punta un po’ cadente con un angolo naso-labiale acuto: qualche goccia di filler permetterà una rotazione della punta.

Il trattamento che si esegue ambulatorialmente ed è praticamente indolore, permetterà, come per magia, di presentarsi agli amici con un naso nuovo dalla mattina alla sera!

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