rinoplastica
Posto com’è al centro del viso, il naso è sempre al centro della nostra attenzione. Spesso caratterizza in modo prorompente i lineamenti del viso e talvolta è messo in rapporto più o meno appropriatamente con il carattere del soggetto.

Studiato a lungo a livello psicologico ha rivelato interessanti interconnessioni a livello psico-sessuale. Ma al di là di questi rilievi, il naso è un organo fondamentale del nostro organismo partecipando in maniera preponderante nella respirazione ed essendo la sede di uno dei nostri sensi (l’olfatto). Qualsiasi atto chirurgico in quest’area deve quindi, prima di tutto, rispettarne le funzioni fisiologiche.

Da un punto di vista anatomico è costituto da uno scheletro osseo-cartilagineo piuttosto complicato (cartilagini triangolari, cartilagini alari, setto osteo-cartilagineo, ossa nasali proprie, turbinati, ecc.) e da un rivestimento cutaneo-muscolare e mucoso altrettanto complesso e specializzato. Tutto questo insieme di cose fa si che la rinoplastica sia un intervento non banale ma assai complicato che richiede una adeguata pianificazione individuale e una solida e profonda conoscenza tecnico-anatomica.

Vi sono due vie di accesso che caratterizzano la tecnica chiusa e quella aperta (open). Nel primo caso tutte le incisioni sono poste all’interno del naso non lasciando di conseguenza alcun segno della loro esecuzione. Nella tecnica aperta, viene eseguita una incisione sulla pelle della columella (tratto che va dalla punta del naso al labbro superiore), quindi con la teorica possibilità di lasciare un segno cicatriziale. Il dr. Baldo, per tradizione di formazione scolastica e per eleganza chirurgica, preferisce da sempre la tecnica chiusa riservando la tecnica aperta alle rinoplastiche secondarie o terziarie (revisioni) o nei nasi molto complicati (esiti di traumi).

Tramite questo accesso si eseguono quindi tutte le manovre necessarie sul dorso, sulla punta, sull’angolo naso frontale e naso labiale, sulle pareti laterali e sul setto nasale.

Come precedentemente sottolineato, prima di eseguire una rinoplastica occorre COMPRENDERLA e PENSARLA. È necessario capire quali siano le cause degli inestetismi (valutazione delle caratteristiche del mantello cutaneo, della lunghezza del naso, della proiezione e rotazione della punta, dell’ampiezza degli angoli, della larghezza della base, della importanza e sede di una eventuale deviazione del setto, ecc.) e progettare un appropriato piano di lavoro che, molto spesso, viene modificato in corso d’opera sulla base dei riscontri anatomici intraoperatori.

Nessun altro intervento di chirurgia estetica ha le valenze artigianali della rinoplastica. In essa ogni atto chirurgico (CAUSA) comporta delle modifiche nella forma esterna e nella funzione del naso (EFFETTO), che deve di volta in volta essere soppesato e valutato (DINAMICA DELLA RINOPLASTICA). È un costante e meticoloso lavoro di esecuzione e di controllo.

Molto spesso si eseguono degli innesti cartilaginei che vengono utilizzati per migliorare le caratteristiche della respirazione e per dare una forma più armonica alla punta nasale. La punta nasale, a sua volta, potrà essere modificata in modo più o meno accentuato sulla base delle caratteristiche della pelle soprastante: nei soggetti con cute spessa e grassa i miglioramenti da aspettarsi sono inferiori ed avvengono in tempi più lunghi rispetto ai soggetti con cute normale o fina.

I compiti del chirurgo non si limitano solo all’esecuzione a regola d’arte dell’intervento ma iniziano ben prima dell’intervento stesso.

È fondamentale comprendere le motivazioni psicologiche che inducono il paziente a voler modificare il proprio naso, soppesandone la reale necessità e fattibilità. Questi difetti esistono realmente o sono solamente una percezione del soggetto? E se esistono, sono di una importanza reale e tale da richiedere un intervento chirurgico? O non sono solo una manifestazione di un disagio psicologico che ha origini ben più profonde? Parlare a lungo con il paziente, discutere con esso, studiare e modificare assieme le immagini al computer, permettono al chirurgo di comprendere in profondità le esigenze del paziente, di entrare in sintonia con lo stesso e di decidere assieme se sia il caso di eseguire o di dilazionare nel tempo l’intervento.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale, normalmente in regime di day-surgery. Ha una durata variabile sulla base della situazione iniziale e di ciò che si è progettato di fare.

NON vengono messi i TAMPONI nasali e NON È DOLOROSO. Inizialmente si rimane gonfi per circa 5 giorni con dei lividi nella regione periorbitaria. Dopo una settimana si rimuovono i cerotti e il tutore esterno e, dopo un primo controllo, si riposizionano altri cerotti che rimarranno altri 7 giorni. Il risultato che si vedrà dopo 14 giorni non sarà quello definitivo. Sono necessari almeno altri 2-3 mesi affinché tutto si assesti adeguatamente.

Il Dr. Baldo, per sua filosofia, vuole ottenere dei nasi molto naturali, inseriti nel volto e nei lineamenti preesistenti: non aspettatevi quindi dei dorsi nasali assai abbassati o punte strettissime che di naturale nulla hanno ma che, al contrario, mostrano a tutti l’esecuzione di un atto chirurgico.

Il risultato ottenuto sarà ottimale quando dopo alcuni mesi i vostri conoscenti noteranno che qualche cosa è cambiato nel vostro aspetto ma non capiranno che cosa!

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